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La pagina delle NEWS riguardanti il Progetto Alamein
Prodi annuncia primo sì da Mubarak, per il Sacrario di El Alamein all'Italia
(ANSA) - IL CAIRO, 9 APR - L'Italia otterra' la proprieta' dell'area di sua competenza del sacrario di El Alamein. Lo annuncia Prodi dopo un colloquio con Mubarak. A differenza di altri paesi europei, come ad esempio la Germania, l'Italia non e' proprietaria del terreno dove riposano i suoi caduti. Il Sacrario, che si trova su una collina a 120 km da Alessandria e a 3 km dal mare,raccoglie i resti di 4.814 militari italiani morti durante le tre sanguinose battaglie.
L'Egitto dona all'Italia il Sacrario di El Alamein
Il Cairo, 9 Aprile 2008 - L’Egitto ha deciso oggi di concedere all’Italia la proprietà del terreno su cui sui trova il Sacrario di El Alamein sorto a ricordo dei caduti italiani. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Romano Prodi al termine dell’incontro di stamani al Cairo con il presidente egiziano Hosni Mubarak, nell’ambito della missione economica guidata dal governo.
"Mubarak mi ha detto che darà all’Italia la proprietà del Sacrario di El Alamein che non abbiamo mai avuto. E’ un gesto simbolico di amicizia", ha detto il presidente del Consiglio. Una nota di Palazzo Chigi informa che Prodi ha avvisato il ministro della Difesa, Arturo Parisi, della decisione egiziana "invitandolo a definire nel più breve tempo possibile gli assetti organizzativi della questione per dare definitiva attuazione a un gesto che tutela il luogo dedicato al ricordo degli eroi caduti per la patria". "Si tratta di un atto di altissimo significato morale e storico, che onora i nostri Caduti in Africa settentrionale durante la Seconda guerra mondiale", ha sottolineato più tardi Parisi in una nota diffusa dal ministero. Il ministro Parisi, prosegue la nota, ha immediatamente interessato il Commissario Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra, il generale Vittorio Barbato, perché venga assunta ogni necessaria iniziativa "affinché il Sacrario di El Alamein si confermi quale luogo dell’onore e della memoria dei nostri Caduti e della storia delle Forze Armate Italiane".
Nel Sacrario riposano oltre 5.200 salme di italiani che persero la vita nei combattimenti di Marmarica, Tobruk, Alamein e Tunisia (1941-1943), recuperate a partire dal 1943 dalle autorità britanniche e dal 1949 al 1960 dalla Delegazione del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti di Guerra.
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EL ALAMEIN: RICERCATORI RICOSTRUISCONO SITO BATTAGLIA
(ANSA) - PADOVA, 10 APR - Lo scenario della battaglia di El Alamein, decisiva per la presenza dell'Asse in nord Africa durante il secondo conflitto mondiale, torna alla luce. Un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Padova, guidato dal prof. Aldino Bondesan (docente di Geomorfologia), è infatti appena ritornato da una missione in Egitto dove ha potuto documentare, con i più moderni sistemi di posizionamento Gps, i siti effettivi della battaglia di El Alamein. Si tratta di migliaia di postazioni, manufatti, opere campali, fino ad oggi rimasti nascosti e che adesso tornano a documentare una delle battaglie più importanti della seconda guerra mondiale. La missione, che ha dato risultati superiori alle attese, si inserisce in un progetto internazionale, guidato dall'Universita' di Padova, teso a ricostruire nel dettaglio le dinamiche di quella famosa battaglia.
Oggi la fascia di deserto tra El Alamein e la depressione di El Qattara, pur essendo tutt'ora un'area militare ad accesso riservato - è presente un sacrario con cimitero dei caduti italiani -, è stata interessata negli ultimi anni da una presenza turistica sempre più intensa a seguito dello sviluppo alberghiero e residenziale della zona costiera. Allo stesso tempo, la ricerca petrolifera ha portato alla creazione di piste, scavi ed opere che hanno riguardato e in parte già alterato, i siti principali della battaglia. Alla luce di ciò il Dipartimento di Geografia dell'Università di Padova e l'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica di Trieste hanno sviluppato un progetto, di qui la prima campagna
ricognitiva, per la salvaguardia dei luoghi della battaglia di El Alamein attraverso la creazione di una banca dati geografica, per la valorizzazione storico-culturale e turistica dei siti in accordo con le autorità egiziane. (ANSA).
EL ALAMEIN, SACRARIO ALL'ITALIA
(di Eloisa Gallinaro)
Sarà italiano il sacrario di El Alamein, luogo di memoria, di onore e dolore, incastonato tra il deserto e il mare, che custodisce le spoglie di 5.200 nostri caduti: il presidente del Consiglio Romano Prodi, in visita al Cairo, ha ottenuto oggi l'impegno del presidente egiziano Hosni Mubarak perché l'area sia di proprietà di Roma. "Un buon segnale",
secondo il premier. Un gesto, ha detto Mubarak, fatto in segno di amicizia e fratellanza fra i due Paesi. "Un atto di altissimo significato morale e storico - è il commento del ministro della Difesa Arturo Parisi - che onora i nostri caduti in Africa settentrionale
durante la seconda guerra mondiale". A differenza di altri Paesi europei, come la Germania, l'Italia non è ancora proprietaria del terreno dove riposano i soldati caduti in alcune delle battaglie più sanguinose del secondo conflitto combattute tra il luglio e l'ottobre
1942, tra le truppe dell'Asse e le forze Alleate.
E dove, all'ombra di una moschea, sono sepolti, secondo le regole islamiche, anche 232 ascari libici (soldati indigeni dell'Africa Orientale Italiana, inquadrati come componenti regolari delle truppe coloniali italiane in Africa). Della donazione decisa dal governo
egiziano, Prodi ha informato subito Parisi e lo ha invitato a "definire nel più breve tempo possibile, gli aspetti organizzativi della questione per dare definitiva attuazione a un gesto che tutela il luogo dedicato al ricordo degli eroi caduti per la Patria". Il ministro della Difesa ha dato quindi disposizioni al generale Vittorio Barbato, Commissario generale per le onoranze ai Caduti in guerra, di "operare affinché il sacrario di El Alamein si confermi quale luogo dell'onore e della memoria, di silenzio e di meditazione". Un atto, ha sottolineato Parisi, "che ci chiama a difendere il silenzio del deserto perché agli italiani e agli europei sia possibile ascoltare il messaggio di pace che dal loro giaciglio ancora promana".
Al sacrario si recherà entro l'anno il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Prima di lui, era stato Carlo Azeglio Ciampi, nel 2002, a visitare El Alamein in occasione del 60/esimo anniversario di quell'evento. "Noi sopravvissuti... abbiamo cercato di costruire un mondo diverso, più libero, più giusto", scandì l'allora capo dello Stato tra gli applausi di reduci e autorità di Paesi non più nemici. Ed è uno dei reduci italiani di El Alamein, il conte Francesco Marini-Dettina, 92 anni, paracadutista romano, medaglia d'argento al valor militare, a commentare con l'ANSA la notizia della donazione dell'area del sacrario all'Italia. "E' un fatto molto positivo, un riconoscimento da parte dell'Egitto al comportamento degli italiani, sia durante la guerra che dopo". Per Marini-Dettina, il sacrario è "un luogo del ricordo, il ricordo del sacrificio e del valore dei nostri Caduti". E i ricordi fluiscono limpidi nelle sue parole: "Abbiamo combattuto contro un avversario che era dieci volte il nostro potenziale e l'abbiamo fatto con onore, il nostro comportamento è stato ammirato da tutto il mondo. L'amor patrio, lo spirito di dedizione dimostrato dai tanti che sono morti ad El Alamein sono un insegnamento sempre attuale, soprattutto per le giovani generazioni". Anche il generale Carlo Massoni, 94 anni, raggiunto telefonicamente a Piacenza, dove ora vive, è "contento" della donazione dell'area del sacrario. "Un gesto - afferma - che può essere utile per tenere sempre viva la memoria dei nostri caduti". Massoni è stato ad El Alamein l'ultima volta due anni fa: "un posto commovente", spiega. Anche lui è un parà, medaglia d'argento al valore: Non la volevo. Abbiamo fatto solo il nostro dovere.
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